PREMESSA

 

La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica. 
La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia, fatta a New York il 20 novembre 1989, e con i principi generali dell'ordinamento italiano ( art. 1 co.1 e 2 statuto delle studentesse e degli studenti D.P.R. 249 del 24/06/98)

 

L’Istituto Paolo Baffi ha   elaborato e istituito  il “Patto educativo di corresponsabilità ” tra i genitori e la scuola per una condivisione  delle norme comportamentali che si ritengono indispensabili ed irrinunciabili per una serena convivenza nel contesto scolastico e per il buon funzionamento della didattica. Il patto educativo di corresponsabilità è parte integrante di questo Regolamento in appendice A.

 
NORME GENERALI
 

Art. 1

L’Istituto d’Istruzione Superiore “Paolo Baffi” è un organismo scolastico che persegue lo scopo precipuo di realizzare una effettiva promozione umana, sociale e culturale degli alunni. Nella sua azione l’Istituto si richiama esplicitamente agli ideali di libertà, democrazia e di giustizia sociale sanciti dalla Costituzione Repubblicana.

 
In particolare esso si impegna, nell’ambito delle sue competenze e nei limiti delle sue risorse, ad adottare tutte le iniziative e i provvedimenti che possano favorire una effettiva attuazione del diritto allo studio nello spirito dell’art. 34 della Costituzione.
 
Art. 2
 
L’Istituto nella sua autonomia intende realizzare stretti rapporti con gli enti locali, le organizzazioni sindacali,culturali, socio-politiche del territorio al fine di garantire un proficuo collegamento tra scuola e società.
L’attività didattica che si realizza nel suo ambito si intende pertanto aperta alla realtà sociale esterna attraverso il confronto delle idee e lo scambio delle esperienze, che ne migliorino la qualità e ne esaltino le capacità creative e operative.
 
Tutte le componenti della scuola, ciascuna secondo le proprie competenze e con senso di responsabilità, sono chiamate a realizzare le condizioni ottimali affinché nell’Istituto l’attività didattica possa svolgersi nel modo più proficuo e sereno.
 
Art. 3
 
L’Istituto si impegna a valorizzare le capacità creative dei giovani che lo frequentano, a considerare la componente genitori come un elemento essenziale dell’intera struttura scolastica, a garantire piena libertà d’insegnamento ai docenti, a riconoscere la validità dell’opera del personale non docente.
 
Art. 4
 
Al fine di un migliore funzionamento delle attività didattiche e compatibilmente con esse, la scuola riconosce il particolare stato di servizio del personale pendolare e la condizione degli studenti fuori sede e ne tiene conto in relazione alla formazione dell’orario, alla predeterminazione dei turni di servizio del personale ausiliario e nella programmazione delle attività para-extra-inter-scolastiche.
 
Art. 5
 
E’ vietato fumare all’interno di tutti i locali dell’Istituto ai sensi della Legge11 novembre 1975 n. 584, del D.P.C.M. del 14 dicembre 1995 e della Legge 16 gennaio 2003 n. 3 art. 51
 
Art. 6
L’uso del cellulare e/o di altri dispositivi elettronici è severamente vietato durante lo svolgimento delle lezioni (C. M. 362 del1998) in caso contrario si commineranno le seguenti sanzioni disciplinari:

-          ammonizione sul registro di classe e sequestro del cellulare o di altri dispositivi elettronici da parte del docente con restituzione del medesimo al genitore.

-          sospensioni dalle lezioni senza obbligo di frequenza da 1 a !5 giorni a secondo dei singoli casi che verranno di volta in volta valutati dal Consiglio di Classe e dalla Presidenza (art.    ).

L’insegnante potrà, se lo ritiene necessario, al fine di assicurare il corretto svolgimento delle prove scritte, procedere ugualmente al preventivo e temporaneo sequestro degli apparecchi stessi.
 

In casi di particolare ed estrema gravità in cui vi siano fatti di rilevanza penale o situazioni di pericolo per l’incolumità delle persone anche riconducibili ad episodi di violenza fisico-psichica o a gravi fenomeni di “bullismo”, sarà possibile applicare sanzioni più rigorose come :

-          sospensione dalla frequenza delle lezioni oltre i 15 giorni,

-          non ammissione agli scrutini finali

-          non ammissione all’esame di stato conclusivo del corso di studi

NORME RIGUARDANTI GLI STUDENTI
 
premessa
 
Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola;
 

il Dirigente pertanto attiva con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza.

 
 Gli studenti hanno diritto alla libertà di apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di scelta tra le attività culturali integrative e tra le attività aggiuntive facoltative offerte dalla scuola. Le attività didattiche curricolari e le attività aggiuntive facoltative sono organizzate secondo tempi e modalità che tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti.
 

 Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola promuove e favorisce le iniziative volte alla accoglienza e alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali.(art.2 statuto delle studentesse e degli studenti)

I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica. ( art.4 co.2 statuto delle studentesse e degli studenti)

Si valuta così, nelle fattispecie, tenendo conto della situazione personale dello studente, la possibilità di convertire le sanzioni in attività in favore della comunità scolastica.

In ogni caso le sanzioni diverse dall’allontanamento dalla comunità scolastica saranno di competenza del Dirigente Scolastico. ( nel rispetto del D.P.R. 235 del 21 novembre 2007)
 
Le sanzioni  ed i provvedimenti che comportano l’allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo inferiore a 15 giorni  saranno sempre adottati dal consiglio di classe ; le sanzioni che comportano un allontanamento superiore a 15 giorni, ivi compresi l’allontanamento fino al termine delle lezioni o con esclusione  dallo scrutinio finale  o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi, sono sempre adottate dal Consiglio di Istituto( art.4 co 6 del D.P.R. 235 del 21 novembre 2007)
 

Nello specifico, in riferimento alle sanzioni che prevedono l’allontanamento  dalla comunità scolastica,  si intende qui integralmente  riportato e trascritto l’art. 4 commi 8 - 9 - 9bis e 9 ter. del D.P.R. 235 del 21 novembre 2007.

Nei confronti delle sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da chiunque ne abbia interesse (genitori ,studenti) entro 15 giorni dalla comunicazione ,all’Organo di Garanzia della scuola composto dal Dirigente, da un docente, un genitore, e uno studente, tutte componenti individuate nell’ambito del consiglio di Istituto.
 
L’organo di Garanzia si esprimerà nei successivi 10 giorni e in mancanza della decisione entro detto termine, la sanzione dovrà ritenersi confermata.
 
Art. 7
 
Gli alunni devono trovarsi in classe all’ora stabilita per l’inizio delle lezioni, indicato dal suono della campanella fissato alle ore 7,50.
 
Le lezioni iniziano regolarmente alle ore 8,00.
 
Art. 8
 
Dopo l’ora fissata per l’inizio delle lezioni gli alunni saranno ammessi in classe solo all’inizio della seconda ora, previa autorizzazione della Presidenza.
 
Solo in casi eccezionali potranno essere ammessi alle lezioni  centri vicini quando il ritardo è stato determinato dai mezzi di trasporto.
 
Art. 9
 
Non sono consentite più di due entrate alla seconda ora per ogni trimestre e tre entrate per ogni quadrimestre, salvo casi eccezionali che saranno di volta in volta valutati dalla Presidenza.
 

Art. 10

L’alunno che sia stato assente è riammesso alle lezioni previa presentazione di giustificazione scritta.
 
In casi eccezionali l’alunno che è stato assente può essere riammesso con riserva alle lezioni anche se sfornito di giustificazione.
 
La giustificazione deve essere comunque presentata entro e non oltre il giorno successivo a quello di rientro: in caso contrario l’alunno non viene riammesso in classe.
 
Il Coordinatore, verificata la mancata puntualità nel giustificare le assenze, informa la Presidenza per eventuali provvedimenti.
 
Art.11
 
Le assenze devono essere sempre giustificate per iscritto sull’apposito libretto che viene rilasciato ogni anno all’atto dell’iscrizione previa riconsegna di quello dell’anno precedente.
 
I genitori degli studenti maggiorenni dovranno ritirare il libretto e autorizzare i propri figli a firmare le giustificazioni delle assenze.
 
La 10, 15 e 20 assenza deve essere giustificata personalmente dal genitore dell’alunno anche per i maggiorenni.
 
In caso contrario l’alunno sarà riammesso in classe ed il libretto, ritirato dal docente, sarà consegnato in Segreteria, dove il genitore dovrà presentarsi per il ritiro e la regolarizzazione dell’assenza.
 
Art. 12
 
L’alunno che si assenta per cinque o più giorni consecutivi dalle lezioni è riammesso previa presentazione di certificato medico.
 
In caso di assenze non dovute a motivi di salute il genitore comunicherà per iscritto la durata del periodo di assenza e giustificherà comunque l’ assenza sul libretto.
 
Nel computo delle assenze vengono considerati anche i giorni festivi e i periodi di vacanza per coloro che si assentano l’ultimo giorno di lezione che li precede e il primo che li segue
 
Gli insegnanti della prima ora di lezione ritirano i certificati medici presentati dagli alunni e li consegnano in segreteria didattica sempre nel rispetto della normativa sulla privacy (Legge n° 675 del 31 dicembre 1996)
 
Art. 13
 
In caso di assenze collettive o di gruppi consistenti di alunni che coinvolgono una o più classi, la Presidenza valuterà l’opportunità di informare le famiglie e di convocare i Consigli di Classe.
 

Al reiterarsi delle suddetta situazione, il Consiglio di Classe valuterà la possibilità di sospendere uscite o viaggi d’istruzione eventualmente programmati o la partecipazione della classe a progetti o altre attività che richiedano, da parte dei docenti, fiducia nel senso di responsabilità degli studenti

Art.14
 
Gli alunni possono richiedere il permesso di uscita anticipata solo per gravi e giustificati motivi che verranno di volta in volta valutati dalla Presidenza.
 
Sarà compito del Coordinatore monitorare le assenze prolungate e ripetute, gli ingressi in seconda ora e le uscite anticipate anche per i maggiorenni.
 
Art.15
 
L’Istituto si fa carico di informare le famiglie nei modi e nei tempi più opportuni delle assenze prolungate e ripetute, dei ritardi e delle uscite anticipate degli alunni, anche maggiorenni.
 
Art. 16
 
Per accedere alle aule e per uscire dall’Istituto gli alunni si servono esclusivamente delle scale e dei corridoi principali. È vietato l’accesso dalle scale di emergenza o dalle porte di sicurezza.
 
Art. 17
Le uscite degli alunni dalla classe durante le ore di lezione devono essere limitate al massimo.
 

Tale norma va intesa non come costrittiva ma come necessaria all’ordinato svolgimento dell’attività didattica.

In nessun caso l’insegnante può autorizzare più alunni ad uscire dalla stessa classe.
 

Il non docente addetto al piano è tenuto ad avvisare gli insegnanti qualora la presenza di più alunni o la loro prolungata permanenza fuori dalle aule sia causa di disordine o di disservizio.

E’ consentita l’uscita dalle aule anche di gruppi di alunni durante l’orario di lezione solo nei casi esplicitamente autorizzati dalla Presidenza che ne darà immediata comunicazione ai docenti interessati e ai non docenti addetti ai piani
 
Art. 18
 
Durante l’avvicendamento degli insegnanti nelle classi gli alunni rimarranno nelle rispettive aule. L’insegnante annoterà sul registro di classe gli alunni assenti all’inizio delle ore di lezione e ne darà immediata comunicazione alla Presidenza.
 
Art. 19
Durante lo svolgimento dell’intervallo, gli insegnanti della terza ora di lezione effettuano il servizio di vigilanza sui rispettivi piani.
 

Si ricorda in proposito che anche l’intervallo, come momento ricreativo, fa parte dell’attività didattica e che pertanto esso va utilizzato al fine di realizzare un più elevato livello di socializzazione.

Art. 20
 
Il mantenimento dell’igiene e dell’ordine all’interno dell’Istituto, fermo restando le competenze e i doveri a ciascuno derivanti da norme e disposizioni, è affidato al senso di responsabilità di tutte le componenti scolastiche.
 
Art. 21
Al termine delle lezioni gli insegnanti autorizzano gli alunni ad uscire dalle classi.
 
L’uscita deve avvenire in maniera ordinata senza indugiare per le scale e nei corridoi.
 
Art. 22
 
Gli alunni possono organizzarsi in gruppi, movimenti, comitati  e previa comunicazione scritta alla presidenza,  nella quale siano specificate finalità e metodi operativi, ottengono il riconoscimento ufficiale acquisendo in tal modo diritto a spazi di agibilità nei locali e all’uso delle attrezzature della scuola.
 
      Dopo accordi con la  Presidenza essi potranno inoltre ottenere spazi per affiggere avvisi e documenti relativi  alla loro attività, la quale deve essere comunque compatibile con le attività e le finalità dell’Istituto.
 
Art. 23
L’assemblea degli alunni è un momento di crescita democratica e di partecipazione.
 

   Lo svolgimento delle assemblee studentesche è gestito autonomamente dagli alunni i quali rispondono direttamente della regolarità delle medesime.

     La Presidenza garantisce la presenza dei suoi rappresentanti alle assemblee degli alunni.
 
     Gli alunni si danno un autonomo regolamento di assemblea che, comunicato alla Presidenza, diventa parte integrante del presente regolamento.
 
 Art. 24
 
Gli alunni che deteriorano il materiale e le attrezzature scolastiche sono tenuti al risarcimento dei danni ai sensi della C.M. 177 del 4 luglio 1975
 
Art. 25
 
E’ severamente vietato indossare cappelli e/o bandane all’interno dell’Istituto e inoltre  
 
l’abbigliamento di tutti gli studenti deve essere consono all’ambiente scolastico.
 
Art. 26
 
Le classi possono essere messe anticipatamente in uscita, in caso di situazioni imprevedibili, senza preavviso. 
 
Norme riguardanti gli insegnanti.
 
Art. 27
 
Gli insegnanti sono tenuti a rispettare la  C.M. n. 362 del 1998 che vieta l’uso del cellulare durante l’orario di servizio.
 
Art. 28
 
L’istituto considera  fondamentale il diritto – dovere degli insegnanti all’aggiornamento didattico e culturale. A tal fine promuove e sostiene, anche sul piano finanziario e organizzativo tutte quelle iniziative che si dimostrino atte a migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento.
 
L’Istituto favorisce, inoltre, l’attuazione delle iniziative di sperimentazione metodologica e programmatica avanzate ai sensi degli artt. 2 e 3 del D.P.R 419/74.
 
Art. 29
 
Gli insegnanti sono tenuti a rispettare l’orario di servizio nella sede loro assegnata dal C.S.A. o dal Ministero  o, quando di competenza, dal Dirigente Scolastico.
 
Art.30
L’insegnante che per gravi e giustificati motivi debba assentarsi dal servizio, ha l’obbligo di avvisare la Presidenza nel più breve tempo possibile per consentire l’eventuale sostituzione.
 
Qualora l’assenza dal servizio interessi la 1° ora di lezione, l’insegnante dovrà comunicarla prima dell’inizio delle lezioni alla segreteria amministrativa della sede centrale e alla sede di servizio, e comunque nel modo più tempestivo e rapido.
 
Art. 31
 
L’avvicendamento degli insegnanti nelle singole classi deve avvenire nel modo più rapido possibile al fine di evitare confusione e ritardi nello svolgimento dell’attività didattica.
 
Art.32
 
Durante lo svolgimento delle lezioni, l’insegnante che si trovi nella necessità di lasciare temporaneamente la classe, sempre rimanendo nell’ambito dell’Istituto, deve darne avviso al collaboratore scolastico addetto al piano responsabilizzando altresì i rappresentanti di classe. Il docente che abbia invece necessità di allontanarsi dall’Istituto è tenuto a richiedere la relativa autorizzazione alla Presidenza.
 
Art. 33
 
A tutti i docenti è riconosciuto il diritto alla libertà di insegnamento nel quadro di un coordinamento delle attività didattiche e dei problemi ad esse relativi.
 
Art.34
 
L’impegno e la qualità del lavoro richiesto agli insegnanti non può in alcun modo prescindere dai diritti normativo-sindacali acquisiti dalla categoria e dai relativi doveri ad essi connessi.
 
Art.35
 
Gli insegnanti sono tenuti a controfirmare per presa visione i comunicati della Presidenza.
 
Art.36
Gli insegnanti hanno l’obbligo di verificare, all’inizio di ogni ora di lezione, la presenza in classe di tutti gli alunni. In caso di assenza collettiva dell’intera classe, o di un numero elevato di alunni, il docente è tenuto a darne immediata comunicazione alla Presidenza.
 

Il docente è inoltre tenuto a registrare per esteso il ritardo degli alunni non presenti all’inizio di ogni ora di lezione.

Art.37
 
Per quanto non esplicitamente trattato nel presente regolamento si rimanda allo stato giuridico degli insegnanti sancito con D.P.R  n.417 dl 31 Maggio 1974 e successive variazioni e integrazioni.
 

            NORME  RIGUARDANTI I NON DOCENTI

Art.38
 
Il personale non docente collabora affinché l’attività didattica possa svolgersi nel modo più ordinato e sereno, nell’ambito delle finalità educative dell’Istituto.
 
Art. 39
 
Ai collaboratori scolastici è affidato il compito della vigilanza sugli alunni  al di fuori delle aule e in tutti gli ambienti dell’Istituto in cui non è prevista la presenza costante dei docenti, con i quali sono chiamati a collaborare per un corretto e ordinato svolgimento della vita scolastica.
 
Art.40
 
I collaboratori scolastici curano inoltre la pulizia e il mantenimento dell’igiene dei locali dell’Istituto secondo un piano di distribuzione del lavoro stabilito dal Dirigente Amministrativo in accordo con la Presidenza e nel rispetto dei criteri deliberati dal consiglio d’Istituto.
 
Art.41
 
Il  collaboratore scolastico addetto al piano ha  l’obbligo di assicurare la propria opera durante tutto l’arco delle lezioni. La sua presenza è indispensabile durante tutto il periodo dell’intervallo e al cambio dell’ora. Al di fuori di questi momenti, il collaboratore scolastico che debba assentarsi temporaneamente, può farlo previa sostituzione da parte di un collega.
 
Art.42
 
La segreteria fissa un orario di ricevimento per docenti, non docenti, genitori e studenti  per almeno tre giorni la settimana.
 
Art.43
 
Per quanto non previsto nel presente regolamento si rimanda al D.P.R. n. 420 del 31 Maggio1974 nonché alle norme, alle disposizioni e ai regolamenti emanati in materia dall’Amm.ne  Provinciale.
 

NORME RIGUARDANTI LA PRESIDENZA

 
Art.44
 
La  Presidenza è sempre disponibile al  ricevimento delle componenti scolastiche,salvo le limitazioni derivanti dalla particolare articolazione dell’Istituto in varie sedi.
 
Art. 45
 
La Presidenza annota in tempo utile sul registro delle comunicazioni le disposizioni e le informazioni riguardanti le attività didattiche e ne affigge copia all’albo dell’Istituto.
 
Art. 46
 
La Presidenza si impegna a dare tempestiva comunicazione con affissioni all’albo dell’Istituto, di tutte le C.M. e le O.M. che vengono di volta in volta ad interessare l’attività didattica e la normativa professionale del personale della scuola.
 
Art. 47
 
La Presidenza, fissa il calendario delle sedute ordinarie del Collegio dei Docenti e dei Consigli di classe previa consultazione dei medesimi organi.
 
Art. 48
 
Le comunicazioni e le direttive generali della Presidenza hanno validità formale quando vengono annotate sull’apposito registro delle comunicazioni.
 

Art. 49

La Presidenza su richiesta motivata convoca le sedute straordinarie dei Consigli di Classe.
 
Art.50
 
La Presidenza dispone la sostituzione degli insegnanti assenti con quelli a disposizione. Qualora non sia possibile effettuare le sostituzioni, la presidenza può operare gli opportuni scivolamenti di orario o disporre l’uscita anticipata delle classi interessati anche nella stessa giornata.
 
Art.51
 
Di quanto disposto nel precedente articolo 51 la Presidenza dà comunicazione alle famiglie all’inizio di ogni anno scolastico col mezzo più opportuno ovvero un avviso affisso all’Albo dell’Istituto.
 
Art.52
 
Per quanto non esplicitamente trattato nel presente regolamento si rimanda alla normativa vigente ed al D.P.R. n.417 del 31 maggio 1974 per la parte  riguardante lo stato giuridico del personale direttivo.
 
NORME RIGUARDANTI I GENITORI
 
Art. 53
 

I genitori possono organizzarsi in gruppi, comitati, movimenti e, previa comunicazione scritta alla Presidenza, nella quale siano specificate finalità e metodi operativi, ottengono il riconoscimento ufficiale acquisendo in tal modo il diritto a spazi di agibilità nei locali e all’uso delle attrezzature della scuola.

Dopo accordi con la Presidenza essi potranno inoltre ottenere spazi per affiggere avvisi e documenti, relativi alle loro attività, le quali devono comunque essere compatibili con le attività e le finalità dell’Istituto.
 
Art. 54
 
I genitori possono riunirsi in assemblea nei locali dell’Istituto.
 
L’assemblea dei genitori si da autonomo regolamento che comunicato al Capo d’Istituto diventa parte integrante del presente Regolamento.
 
Art. 55
 
I genitori possono dare il loro contributo nella organizzazione e nella realizzazione delle attività para-extra-interscolastiche.
 
Art. 56
 
Per quanto non esplicitamente menzionato su ruolo dei genitori e sulla loro assemblea si rimanda al D.P.R. n° 416 del 31 maggio 1974 art. 45 e successive integrazioni e modificazioni.
 

                               NORME PARTICOLARI DI CUI ALLA LETT. “A”

                                  ART. 6 DEL D.P.R. DEL 32 MAGGIO 1974
 

Art. 57

L’Istituto si impegna al potenziamento e all’arricchimento della Biblioteca dell’Istituto della Sede Centrale e delle Succursali garantendone l’utilizzazione a tutte le componenti scolastiche.
 

Art. 58

Le biblioteche istituite nelle sedi dell’istituto possono effettuare scambi di opere e concordare iniziative con altre biblioteche operanti nel territorio dei Comuni e dei Distretti Scolastici di appartenenza, previa deliberazione del Consiglio d’Istituto.
 
Art. 59
 
Il Consiglio d’Istituto può deliberare l’istituzione di biblioteche di classe su proposta motivata del Collegio dei Docenti o dei Consigli di Classe.
 

Art. 60

Il Consiglio d’Istituto può autorizzare l’uso delle attrezzature didattiche e sportive e dei laboratori da parte di enti, associazioni e gruppi organizzati, purchè si tratti di organizzazioni che perseguano fini sociali e culturali, non operino a fini di lucro, garantiscano il corretto uso delle attrezzature e degli spazi concessi e ne assumano gli oneri che ne conseguono.
 
Art. 61
 
Il Consiglio d’Istituto può deliberare l’adozione di regolamenti particolari relativi all’uso di singoli laboratori e attrezzature, su proposta del Collegio dei Docenti o dei docenti che ne sono nominati responsabili dal Preside su designazione del Collegio dei Docenti.
 
                                 NORME RIGUARDANTI GLI ORGANI COLLEGIALI
                                         Parte A – Collegio dei Docenti
Art. 62

I l Collegio dei Docenti, ferme restando le norme di cui all’art. 4 del D.P.R. 416 del 31 maggio 1974, può darsi un autonomo regolamento sulle modalità di convocazione e di svolgimento, l’orario di apertura e di chiusura delle sue sedute, la durata degli interventi. Tale regolamento, pubblicato all’Albo dell’Istituto, diverrà parte integrante del presente Regolamento.

Art. 63
 
Al Collegio dei Docenti, su espressa deliberazione presa a maggioranza assoluta dai presenti, possono essere ammesse a titolo consultivo rappresentanze delle altre componenti della scuola, dei sindacati scolastici, di esperti in materia didattico-culturale, di associazioni, enti locali, etc.
 

Art. 64

Il Collegio dei Docenti è convocato presso la Sede Centrale.
Qualora particolari circostanze lo richiedano, esso può comunque riunirsi in altra sede.
 
Art. 65
 
All’inizio di ogni anno scolastico è fissato un calendario delle riunioni ordinarie del Collegio dei Docenti. Le riunioni straordinarie dello stesso devono essere tempestivamente convocate dalla Presidenza che ne annoterà giorno ed orario di convocazione sull’apposito registro delle comunicazioni.
 

Art. 66

Il Collegio dei Docenti designa i responsabili delle diverse attività e attrezzature didattico-culturali dell’Istituto tenendo conto delle esigenze di servizio dei singoli docenti.
 

                                          Parte B -  Il Consiglio d’Istituto

Art. 67
 
Il Consiglio d’Istituto può dar5si un autonomo regolamento che, pubblicato all’Albo dell’Istituto, diventa parte integrante del presente regolamento.
 
                                               Parte C – Consiglio di Classe
Art. 68
 

I Consigli di Classe si riuniscono di norma almeno una volta a trimestre o quadrimestre.

Il calendario delle riunioni dei Consigli sarà fissato e reso noto dalla Presidenza.
 

Art. 69

Al Consiglio di Classe, come organo primario della programmazione dell’attività didattica, possono essere ammessi a partecipare, su decisione del Dirigente Scolastico, i genitori e gli alunni che intendono farlo. Solo i componenti che ne fanno parte ai sensi della normativa vigente esercitano comunque il diritto di voto.

 
Art. 70
 

I Consigli di Classe possono lavorare in collegamento fra loro in modo da garantire la massima omogeneità di livello per quanto riguarda iniziative e innovazioni didattiche.

Art. 71
 
Consigli di Classe possono essere preceduti da assemblee di studenti e di genitori al fine di renderne più proficua la discussione e le deliberazioni.
 

Art. 72

Ai Consigli di Classe, qualora la maggioranza assoluta dei suoi membri lo richieda, possa partecipare a titolo consultivo, esperti in campo didattico- culturale e pedagogico.
 
Art. 73
 
Il Consiglio di Classe si intende validamente costituito quando ad esso sia presente la maggioranza assoluta dei membri di diritto.
 

Art. 74

Per le attribuzioni, i compiti e tutti gli altri elementi relativi alla fisionomia del Consiglio di Classe non esplicitamente trattati dal presente regolamento si rimanda al D.P.R. n. 416 del 31 maggio 1974 e successive modificazioni e integrazioni.
 
                                    Parte D- Comitato di Valutazione
Art. 75
Il Comitato di Valutazione degli insegnanti può darsi un autonomo regolamento che , pubblicato all’Albo dell’Istituto, diventa parte integrante del presente Regolamento.
 

                        NORME RIGUARDANTI L’ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO

Art. 76
Il presente Regolamento può essere modificato solo con la maggioranza dei 2/3 degli appartenenti al Consiglio d’Istituto.
 

Art. 77

 

 

 

Il presente regolamento consta di n. 77 articoli ed è redatto in numero di tre copie in originale firmate in ogni pagine dal Dirigente Scolastico e dal Presidente del Consiglio d’Istituto. Delle tre copie in originale una viene depositata agli atti dell’Istituto, una viene depositata nell’ufficio di Presidenza, una viene esposta all’Albo dell’Istituto.


 

                                                                 I.I.S    PAOLO BAFFI               

 

                                 PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’ 

 

                                                       (D.P.R. 235 del 21/11/2007, art. 3)

 

 

 

       ■ La famiglia è responsabile dell’educazione dello studente.

 

       ●L’Istituto partecipa al processo educativo con le attività didattiche e formative che realizza e ponendosi   come fine  la promozione umana ,sociale e culturale dei suoi allievi.

 

 ●Lo studente partecipa attivamente al processo educativo nella comunità scolastica ed ha la responsabilità  per le scelte che compie.

 

   Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale che valorizzi la sua identità, lo aiuti ad orientarsi nelle scelte scolastiche e lavorative che dovrà compiere, lo disponga al confronto multiculturale;

 

Lo studente si impegna a :

 

Ø      assolvere assiduamente agli impegni di studi ;

 

Ø      effettuare le verifiche scolastiche nei tempi e modi programmati;

 

Ø      rispettare il Regolamento di Istituto;

 

Ø      seguire le direttive impartite dagli organi e dagli operatori della scuola;

 

Ø      informare la famiglia circa lo svolgimento della vita scolastica;

 

Ø      consegnare alla famiglia le comunicazioni che l’istituto per suo tramite invia;

 

Ø      tenere sempre in ordine e a disposizione il libretto nel quale vengono annotati ritardi, assenze, comunicazioni ;

 

Ø      mantenere in ambito scolastico e in ogni sede di attività un comportamento e un abbigliamento decorosi e rispettosi del luogo formativo in cui si trova;

 

La famiglia si impegna a 

 

Ø      seguire l’andamento scolastico dei figli;

 

Ø      essere reperibile in caso di urgenze di qualsiasi natura;

 

Ø      controllare sistematicamente il libretto dello studente;

 

Ø      partecipare alle riunioni o ai colloqui ai quali verrà invitata;

 

Ø      prendere visione del Piano dell’Offerta Formativa (POF) e del Regolamento di Istituto al fine di cooperare alla loro ottimale attuazione

 

Ø      rispondere direttamente dell’operato dei figli quando violino i doveri sanciti dal

 

             Regolamento di Istituto e dallo Statuto delle studentesse e degli studenti;

 

Ø      rispondere per i danni scolastici arrecati dai figli;

 

  L’istituto si impegna a:

 

Ø      formare ed educare mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.

 

Ø      favorire un clima relazionale corretto, ispirato a esigenze di socializzazione e collaborazione, rispettoso dell’identità di ognuno.

 

Ø      informare gli studenti e/o le famiglie delle principali attività e decisioni che li riguardano;

 

Ø      comunicare puntualmente allo studente le valutazioni delle prove di verifica scritte ,orali ,grafiche;

 

Ø       coinvolgere le famiglie nelle scelte della vita scolastica secondo le forme e i modi previsti da          norme generali, dal Regolamento interno e dagli Organi della scuola;

 

Ø      rendere disponibili sul sito o mediante strumenti alternativi il P.O.F.e il Regolamento di Istituto;

 

Ø      rispettare la riservatezza dello studente per quanto attiene alla vita privata, ma escludendo da tale ambito, per esigenze di trasparenza e imparzialità, le valutazioni conseguite in ambito scolastico;

 

Ø      comunicare alle famiglie le situazioni disciplinarmente rilevanti e/o ricorrenti, che possano costituire pregiudizio al processo educativo e di apprendimento; 

 

 

Firma per sottoscrizione per l’a.s. 2010/11

 

 

 

Il Dirigente Scolastico : Anita Maria Barbafiera

 

 

 

Il genitore o esercente la patria potestà __________________________

 

 

 

L’alunno/alunna ___________________________________________

 

                                                                                   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il presente Regolamento è conforme ai principi e alle norme dello "Statuto delle Studentesse e degli Studenti", emanato con il D.P.R. 24 giugno 1998 n. 249e successive modifiche ed integrazioni contenute nel D.P.R. 21.11.2007 n° 235, del Regolamento dell'Autonomia delle Istituzioni scolastiche, emanato con il D.P.R. 8 marzo 1999 n. 275, del D.P.R. 10 ottobre 1996, n. 567, e sue modifiche e integrazioni. È coerente e funzionale al Piano dell'Offerta Formativa adottato dall'Istituto.

PNSD

 

 

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